La mia espressione artistica tende al gigantismo per un mio intimo sentire.

Lo spazio non è contenibile, la raffigurazione iconica spazio-intellettuale tipica della tradizione occidentale, che tende alla classificazione, all’ organizzazione e alla carcerazione dell’ immagine, dell’ idea in una maniera esasperata, istintivamente e fortunatamente, in modo istintivo, non riesce più a condizionarmi.

Trovo qualcosa di simile al mio sentire nel movimento Gutai giapponese laddove l’ utilizzo dei materiali, il movimento anche fisico dell’ artista superava la spazio- temporaneità per giungere in modo profondamente immediato ed empatico lo spettatore.

Spesso la mia pittura viene definita Action Painting ma questa pittura è in realtà contenuta in formule che si rifanno alla filosofia aristotelica, dove l’ uomo occidentale può ritrovarsi nell’ immagine astratta utilizzando la razionalità sottesa.

Personalmente dimentico di maestri e teoremi, lontano da tutti e dalle scuole non interpreto nient’ altro che la mia felicità, i miei colori e i miei suoni.

Man mano che procedo nella mia pittura non riesco più ad immaginare un quadro racchiuso dentro una cornice, ma come un affresco che parte da una base ancorata a terra, un continuum che diventa anche scultura, libertà…

La serenità che provo nell’ eseguire queste mie espressioni artistiche la riscontro nello spettatore non acculturato che coglie la gioia del momento creativo.

La semplicità e il sorriso di un bambino valgono più di mille intellettualismi.

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MARTINO ZANETTI

Nato il 4 Febbraio 1944 fortunosamente durante un bombardamento alleato, il parto nello studio di mio nonno, avvocato, nel centro della città di Treviso.

Da mamma e papà, ho ricevuto l’ eredità fisica ed intellettuale dei mercanti ed artisti veneziani, numerosi in ambedue i rami della famiglia, nonché lo spirito guerriero.

Giovanissimo bambino negli anni ’50 e ’55 a Burano alla Ex Tempore,  ricordo precisamente Bruno Saetti, Vincenzo Guidi, lo scultore Carmelo Conte e figure della letteratura come Carlo Bo, Silvio Branzi,.. radunati nel ristorante della famiglia Barbaro di Burano.

La passione pittorica iniziò allora ed indirettamente, tramite mia zia Gina Roma, posso annoverare, fra i maestri, Virgilio Guidi e i maestri veneziani. Successivamente studiando i classici e riproducendoli in copia, ho maturato la mia fisionomia pittorica che mi ha portato ad esporre in molte città con personali fino al 1976.

La versatilità famigliare pur tuttavia mi ha fatto iniziare, 50 anni or sono, un’ attività nell’ industria del caffè.

Per una sorte apparentemente avversa, ho avuto la grande fortuna, godendo degli insegnamenti paterni e senza avere alcun aiuto economico, di costruire quella che oggi è la prima azienda italiana che è Hausbrandt Trieste 1892 S.p.A.

La mia gratitudine, oltre a mio padre, va ad alcuni collaboratori a cui mi unisce un fraterno affetto. Sono felice oggi di poter pienamente  continuare la mia attività imprenditoriale  unitamente all’ attività artistica che si coniugano alle sensibilità dei miei collaboratori generando un fenomeno singolarissimo ed unico. Appunto!

Tanti e diversi aspetti della mia personalità hanno avuto così modo di trovare una realizzazione. Il fenomeno cromatico auditivo musicale imprenditoriale ha un’ unica fonte: l’ obiettiva valutazione dello spessore comunicativo e della relativa capacità ricettiva individuale.

Il retaggio culturale per me è relativo a pittori e musicisti come V. Kandiskij, Paul Klee, Paolo Veronese, Johannes Itten, E.T.A. Hoffmann e Friedensreich Hundertwasser.

Tutti loro, appassionati, cultori della musica e anche esecutori, come la mia persona, al pianoforte… nel mio caso, non occasionalmente citati, identificando la mia ascendenza culturale dell’ area mitteleuropea.

Nella mia lunga e spero ancor più lunga vita, talune mie opere sono esposte in importanti collezioni internazionali.

Non c’è un centro artistico mondiale ma l’ eccentricità artistica.

Dimentico di maestri e teoremi, lontani da tutti e dalle scuole non interpreto nient’ altro che la mia felicità, i miei colori e i miei suoni.

Il colore è un elemento coinvolgente che ci segue in ogni passo per cui posso ritenere di essere un pronipote non periferico ma nel modo di sentire definito Action Painting.